Se ami la moda e l’arte, allora non puoi perderti la mostra L’arte della moda. L’età dei sogni e delle rivoluzioni, 1789 – 1968. Una esposizione eccezionale ideata e realizzata da Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, in collaborazione con il Comune, e allestita negli spazi del Museo Civico San Domenico.

Inaugurata in questi giorni, sarà aperta al pubblico fino al 2 luglio 2023. Si tratta di una mostra unica nel suo genere. Mai vista una esposizione di questa portata che unisce la moda e l’arte attraversando tre secoli di storia. Una storia di vicendevole ispirazione.

Personalmente, non vedo l’ora di ammirare tanta bellezza. Intanto, ecco un assaggio delle opere e degli abiti in mostra.

Installation view, L’arte della Moda. L’età dei sogni e delle rivoluzioni 1789-1968, Museo Civico San Domenico, 2023; ph. Emanuele Rambaldi.
Installation view, L’arte della Moda. L’età dei sogni e delle rivoluzioni 1789-1968, Museo Civico San Domenico, 2023; ph. Emanuele Rambaldi

Una immersione nell’affascinante rapporto tra moda e arte

Diretta da Gianfranco Brunelli e curata da Cristina Acidini, Enrico Colle, Fabiana Giacomotti e Fernando Mazzocca, l’esposizione è dedicata all’affascinante rapporto fra arte e moda. Il periodo preso in considerazione va dall’Ancien Régime al secondo Novecento.

CHRISTIAN DIOR BY JOHN GALLIANO. Collezione Marquise Masquee “A poetic tribute to Marchesa Casati collection”- Alta Moda, primavera-estate, 1998, taffetas di seta. Parigi, Dior Heritage collection.
CHRISTIAN DIOR BY JOHN GALLIANO. Collezione Marquise Masquee A poetic tribute to Marchesa Casati collection”- Alta Moda, primavera-estate, 1998, taffetas di seta. Parigi, Dior Heritage collection.

Un racconto unico in cui le opere d’arte e gli abiti dialogano in un rapporto continuo. Il percorso espositivo comprende oltre 300 opere, tra quadri, sculture, accessori, abiti d’epoca e contemporanei.

C’è quindi la moda dipinta, ritratta, scolpita, realizzata da 100 grandi artisti e ci sono gli abiti ideati da 50 stilisti e couturier che hanno fatto la storia della moda. Attraverso l’abito, l’arte e la moda insieme rappresentano e interpretano un’epoca. L’abito diventa segno di potere, di ricchezza, di riconoscimento, di protesta. Simbolo distintivo di uno stato sociale o identificativo di una generazione.

Le opere arrivano dai più grandi musei internazionali, italiani e case di moda

La mostra propone capolavori che provengono dai più importanti musei internazionali, nazionali e case di moda.

Tra le opere esposte Ritratto dell’avvocato Carlo Manna (1907) di Umberto Boccioni, Ritratto di Emiliana Concha de Ossa (1888) di Giovanni Boldini, Grande composizione A con nero, rosso, grigio giallo e blu (1919) di Piet Mondrian, Donna e anemoni (1920-1921) di Henry Matisse, il Panciotto di Marinetti (1923 – 1924) di Fortunato Depero, la Camicia Orlando (A/I 2001-02) di Gianfranco Ferré.

E ancora, il Delphos in seta con sopravveste in velluto (1920 circa) di Mariano Fortuny, l’Abito da giorno “Linea Assira” (1961) di Germana Marucelli e un abito da sera inedito di Elsa Schiaparelli.

Prestigiosi anche i prestiti degli abiti e degli accessori provenienti dalle case di moda come Giorgio Armani, Curiel, Christian Dior Couture, Archivio Storico Gucci, Maison Valentino.

Oppure, da importanti istituzioni come Palazzo Morando – Costume Moda Immagine di Milano, Archivio Renato Balestra, il Museo Stibbert di Firenze, Centro di ricerca Gianfranco Ferré, il Museo della Moda e del Costume di Palazzo Pitti di Firenze, Archivio Storico Galitzine, il Museo Ferragamo di Firenze, il Museo Boncompagni Ludovisi di Roma, il Museo del Costume – Castello di Donnafugata di Ragusa e tanti altri.

Il progetto di allestimento

Il percorso espositivo si sviluppa dall’ex Chiesa del San Giacomo fino alle grandi sale del primo piano che costituirono la biblioteca del Convento di San Domenico.

Il progetto di allestimento curato dallo Studio Lucchi & Biserni, specializzato in soluzioni espositive di altissimo livello, crea una atmosfera dolce e dinamica in cui le opere d’arte e gli abiti convivono perfettamente, dialogando in modo fluido ed immediato tra loro e con il pubblico.

Installation view, L’arte della Moda. L’età dei sogni e delle rivoluzioni 1789-1968, Museo Civico San Domenico, 2023. ph. Emanuele Rambaldi.

Moda, arte e solidarietà

La mostra “L’arte della moda” ha anche un importante impatto sociale. Grazie alla collaborazione tra la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì e Mediafriends (Associazione Onlus di Mediaset, Mondadori e Medusa), una parte del biglietto di ingresso finanzierà il progetto “Scuola di Vita” .

Questo progetto nasce per aiutare i giovani che vivono una situazione di stallo, perché hanno abbandonato gli studi o vivono in contesti difficili, a intraprendere percorsi professionali: andare per 6 mesi “a bottega” e imparare un mestiere sotto la guida di valenti artigiani.

Insomma, un motivo in più per visitare la mostra.

Come visitare mostra

La mostra è aperta al pubblico tutti i giorni fino al 2 luglio.

Orari visita
Da lunedì a venerdì: 9.30-19.00
sabato, domenica, giorni festivi: 9.30-20.00
La biglietteria chiude un’ora prima.

Contatti
Tel. 0543.36217
mostraforli@civita.art
www.mostremuseisandomenico.it

Biglietto
Intero: 14 euro
Ridotto: 12 euro
Bambini da 6 a 14 anni: 5 euro

Per tutte le riduzioni e i servizi offerti consulta la pagina dedicata del Museo.

Foto in apertura: Installation view, L’arte della Moda. L’età dei sogni e delle rivoluzioni 1789-1968, Museo Civico San Domenico, 2023; ph. Emanuele Rambaldi.

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