Usi glitter o cosmetici che contengono perline di plastica esfolianti? Dal 17 ottobre questi prodotti non potranno essere più venduti. Tranne quelli in commercio prima di questa data. Il divieto arriva dal Regolamento del 25 settembre scorso della Commissione europea sulla vendita di prodotti che contengono particelle di plastica.

L’obiettivo è quello di abbattere il rilascio nell’ambiente di microplastiche intenzionalmente aggiunte a tutta una serie di prodotti già disciplinati dalla legislazione REACH dell’Ue sulle sostanze chimiche. 

I prodotti interessati

I settori e i prodotti coinvolti dalle restrizioni sulle microplastiche previste dal Regolamento, pubblicato il 27 settembre in Gazzetta ufficiale dell’Ue, sono i più disparati, ecco i principali:

· il materiale granulare da riempimento utilizzato nei campi sportivi in erba artificiali, che quello a maggior rilascio di microplastiche aggiunte.

·  i cosmetici, visto che le microplastiche sono utilizzate per una serie di scopi, dall’esfoliazione (micrograni) all’ottenimento di una specifica consistenza, fragranza o colore;

·  i detergenti, ammorbidenti per tessuti, glitter, fertilizzanti, prodotti fitosanitari, giocattoli, medicinali e dispositivi medici.

A seconda dei prodotti, i divieti di vendita scattano in tempi diversi per dare modo alle aziende di trovare soluzioni alternative.

Come anticipato, la prima restrizione riguarda i glitter sfusi e i cosmetici che utilizzano micrograni, cioè perline di plastica utilizzate per l’esfoliazione.

Questo non significa che dal 17 ottobre questi prodotti spariranno dai negozi. La Commissione europea precisa che tutto quello che è stato immesso sul mercato prima di tale data, può essere venduto fino ad esaurimento.

Per tanti altri prodotti il divieto di vendita scatterà anche nel giro di qualche anno. Ad esempio: il divieto al materiale da intaso granulare utilizzato sulle superfici sportive sintetiche scatterà tra 8 anni; i prodotti cosmetici con microplastiche aggiunte per il trucco, le labbra e per le unghie (smalti) saranno vietati tra 12 anni.

Cosa sono le microplastiche e perché sono un problema

Le microplastiche sono particelle di plastica solida più piccole di 5 mm. Sono composte da miscele di polimeri e additivi funzionali. 

Una volta nell’ambiente, le microplastiche non si biodegradano. Si accumulano negli animali, compresi pesci e crostacei, e nel terreno. Queste minuscole particelle di plastica sono state trovate negli ecosistemi marini, d’acqua dolce e terrestri, nel cibo e nell’acqua potabile.

Il continuo rilascio inquina in maniera permanente l’ambiente ed entra nella catena alimentare. Negli studi di laboratorio, l’esposizione alle microplastiche è stata collegata a una serie di effetti negativi tossici e fisici sugli organismi viventi. 

Le microplastiche sono state trovate anche nella placenta umana e nel sangue. Queste microparticelle di polimeri si trovano ovunque, persino nell’acqua delle nuvole.

Le particelle di materiale plastico possono essere rilasciate nell’ambiente in due modi:

  1. Microplastiche a rilascio involontario dovuto, ad esempio, dall’usura degli pneumatici durante l’uso oppure dal lavaggio dei tessuti sintetici;
  2. Microplastiche a rilascio volontario quando vengono appositamente formulate e aggiunte a prodotti per scopi specifici, come le perle esfolianti negli scrub viso o corpo.

Perché questo Regolamento contro le microplastiche a rilascio volontario

Il Regolamento della Commissione europea del 25 settembre scorso, non arriva a caso ma è frutto di uno studio e di una serie di consultazioni. Infatti, nel 2017, la Commissione europea ha chiesto all’ECHA (Agenzia europea per le sostanze chimiche) di valutare il rischio dovuto all’aggiunta intenzionale di microplastiche ai prodotti e l’eventuale necessità di un’azione normativa a livello di Unione europea.

Durante lo studio l’ECHA ha rilevato che le microplastiche aggiunte intenzionalmente a determinati prodotti sono rilasciate nell’ambiente in modo incontrollato, e ha raccomandato di limitarle.

I risultati degli studi dicono che ogni anno nell’Ue si disperdono 42mila tonnellate di microplastiche volontarie, con queste misure l’obiettivo della Commissione è un abbattimento di 500mila tonnellate in 20 anni, circa il 70%.

Che ne è delle microplastiche a rilascio involontario? Effettivamente, sono proprio queste quelle maggiormente diffuse, calcolate nell’Ue in circa 176mila tonnellate all’anno. I tessuti sintetici, compreso il poliestere riciclato, sono una delle fonti principali.

La lotta alle microplastiche, tutte, rientra in un contesto ampio: quello del Green Deal europe, e del nuovo Piano d’azione per l’economia circolare. Inoltre, la Commissione ha fissato la riduzione del 30% dell’inquinamento da microplastiche entro il 2030. La riduzione riguarda diverse fonti: rifiuti in generale e rifiuti in plastica, rilasci accidentali e non intenzionali (ad esempio perdita di pellet di plastica, degrado di pneumatici o rilascio da indumenti sintetici).

Insomma, l’intervento contro le plastiche e microplastiche è ad ampio raggio. Speriamo di non arrivare troppo tardi.

Foto di Alena Shekhovtcova

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