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uno stand di fa'la cosa giusta! 2026
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La moda sostenibile al centro di Fa’ la cosa giusta! XXII edizione

Un fitto programma culturale e tanti espositori impegnati nella moda sostenibile. In calendario anche uno scambio di vestiti.

Quando

Dal 13 al 15 marzo 2026

Dove

Fiera Milano Rho
S.S. del Sempione 28 Rho (MI)

Anche quest’anno a Fa’ la cosa giusta! 2026, la fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili, la moda etica e circolare, l’artigianato, l’usato con lo scambio di vestiti – tutte le alternative alla fast fashion – sono al centro di questo importante appuntamento arrivato alla XXII edizione.

Organizzata da Terre di mezzo Editore, Fa’ la cosa giusta! 2026 si tiene alla Fiera Milano Rho, dal 13 al 15 marzo. Il titolo scelto per questa edizione è “Di quante persone abbiamo bisogno? (per cambiare il mondo)”. Anche quest’anno l’ingresso è gratuito, con registrazione sul sito ufficiale della manifestazione.

Per chi segue il mondo della moda sostenibile, Fa’ la cosa giusta! rappresenta uno degli appuntamenti più rilevanti in Italia.

Fa' la cosa giusta! 2026 stand con cinture ricavate da vecchi penumatici
Tra gli espositori di Fa’ la cosa giusta! 2026 torna Cycled: trasforma vecchi pneumatici delle biciclette in cinture uniche. Foto @Alessia Gatta.

La moda sostenibile con oltre 90 espositori

Nell’area dedicata alla moda etica e sostenibile saranno presenti oltre 90 espositori di abbigliamento e accessori: piccoli brand artigianali che hanno scelto di fare una moda diversa, che mette al centro le persone e la tutela dell’ambiente. Una moda capace anche di crerare qualcosa di nuovo a partire da quello che esiste già, grazie al riciclo creativo. Una moda che non spreca, ma rinnova, reinventa e recupera.

Il 71% degli italiani riconosce che la moda è tra i settori più inquinanti e il 54% è consapevole delle condizioni di lavoro precarie presenti nelle filiere globali. I dati, forniti dalla Campagna Abiti Puliti, confermano come l’Italia sia tra i Paesi più consapevoli dell’impatto ambientale e sociale della fast fashion.

Fa' la cosa giusta! 2026 stand con capi tinti al vegetale
A Fa’ la cosa giusta 2026 troverai anche capi in tessuti naturali e tinture al vegetale con Fili di Natura. Foto di @Alessia Gatta.

L’incontro con la Campagna Abiti Puliti

Proprio il 14 marzo alle 12.00, appuntamento con la Campagna Abiti Puliti – sezione italiana della Clean Clothes Campaign, attiva a livello internazionale per la difesa dei diritti umani nei Paesi di produzione tessile.


L’incontro, dal titolo “Dalla Fast Fashion alla Just Fashion”, tratterà dell’urgenza di costruire un’industria della moda fondata sul rispetto dei diritti umani, dell’ambiente e delle comunità produttive. Nell’occasione verrà presentata la nuova indagine Fabbriche verdi, lavoro grigio sull’industria dell’abbigliamento in Bangladesh.

Interverranno: Deborah Lucchetti, coordinatrice e portavoce della Campagna Abiti Puliti, insieme a Roberto Cruciani, attivista e divulgatore, e a Claudia Vago, giornalista di Valori.it

Leggi anche: Le fabbriche certificate LEED in Bangladesh sono davvero sostenibili?

Fa’ la cosa giusta! propone un ricco programma culturale e laboratori. Per partecipare basta consultare il calendario con tutti gli incontri.

A Fa' la cosa giusta! 2026 capi e accessori ricati da obrelli rotti.
A Fa’ la cosa giusta! 2026 R-Coat che trasforma ombrelli rotti in capi unici, unendo upcycling e design sostenibile. Foto @Alessia Gatta.

A Fa’ la cosa giusta! 2026 per conoscere anche le sartorie sociali

Tra le realtà presenti, non mancano le sartorie sociali. Da Como arriva CouLture Migrante, che unisce sostenibilità ambientale e sociale formando e offrendo opportunità di lavoro a donne e uomini migranti a rischio di esclusione. Il progetto recupera tessuti e pellame di alta qualità da aziende del territorio per trasformarli in accessori artigianali. In fiera sarà possibile partecipare a un laboratorio di rammendo invisibile, realizzato grazie alla Casa Circondariale “Bassone” di Como.

Una sartoria sociale è un luogo di relazione dove persone con provenienze e storie diverse collaborano alla creazione di pezzi unici. Qui il fare artigianale diventa strumento di inclusione: migranti, persone fragili e tirocinanti mettono in comune competenze e creatività, dimostrando che la diversità è una risorsa produttiva.

Da Cremona, invece, arriva Un filo pazzesco, altra sartoria sociale che trasforma abiti usati in nuovi prodotti coinvolgendo ragazzi con fragilità psichica.

Leggi anche: Insieme si va più lontano: le sartorie sociali si uniscono in rete

Fa' la cosa giusta! 2026 stand con bijoux fatt a mano
A Fa’ la cosa giusta! 2026, gioielli narrativi e accessori di AnnaLodi: carta, legno, vetro, smalti e tessuti di fine serie diventano storie poetiche da indossare. Foto @Claudia Mazza.

Scambi di vestiti e oggetti

A Fa’ la cosa giusta! 2026, lo shopping consapevole si chiama anche swap party. Nato vent’anni fa a New York e diventato un fenomeno diffuso nelle metropoli europee, si basa sullo scambio di vestiti senza denaro: un modo per rinnovare l’armadio riducendo gli sprechi.

Con il supporto dell’associazione di Lodi Progetto Pretesto, in fiera sarà allestito uno spazio dove fare shopping a costo zero. I visitatori potranno portare fino a cinque capi (lavati e stirati) e ricevere un gettone per ciascuno, da utilizzare per scegliere tra i vestiti disponibili – donna, uomo, bambino e abbigliamento tecnico.

Leggi anche: Swap party in Italia: ecco dove trovarli

Per rompere il ciclo del consumo eccessivo, a Fa’ la cosa giusta! 2026 arriva anche Leila Milano, la prima Biblioteca degli Oggetti in città (zona 9), dove è possibile prendere e prestare oggetti anziché possederli.

Con queste iniziative, Fa’ la cosa giusta! 2026 si conferma uno degli appuntamenti di riferimento in Italia per chi cerca alternative concrete alla fast fashion e modelli di consumo più responsabili.

Immagine in apertura: Innbamboo, azienda fiorentina che realizza capi e accessori in bambù e fibre naturali rigenerate. Foto di @Alessia Gatta

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