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Lenzini Festival 2026: moda, cultura e immaginario alla Tenuta Lenzini

Tra gli appuntamenti, l'8 agosto Deborah Lucchetti, della Campagna Abiti Puliti, parla di moda, lavoro e diritti.

Quando

Dal 7 al 9 agosto 2026

Dove

Tenuta Lenzini
Via della Chiesa di Gragnano, 44, Capannori (Lu)

Il Lenzini Festival nasce in un luogo che lascia spazio all’immaginazione e all’immaginario. Tra le vigne della Tenuta Lenzini, a Capannori, dal 7 al 9 agosto la musica, la letteratura, il teatro e la convivialità si incontrano dando vita a tre giornate che hanno il sapore della festa e della curiosità.

Spazio rurale per l’immaginario è il titolo scelto per questa edizione del Lenzini Festival 2026. Un titolo suggestivo che evoca un luogo in cui fermarsi, ascoltare, incontrare persone e idee, lasciando che il paesaggio diventi parte dell’esperienza.

È questo lo spirito del Lenzini Festival 2026, che per tre sere porta alla Tenuta Lenzini un programma costruito come un intreccio di linguaggi diversi. Ci sono le passeggiate letterarie di Emiliano Cribari, l’incontro con Ilide Carmignani dedicato al realismo magico e alle parole intraducibili della felicità, il teatro con la Grammatica della fantasia di Gianni Rodari con Maria Laura Palmeri e poi la musica, con concerti e DJ set che accompagnano le serate fino a tardi.

Al Lenzini Festival 2026 si parla anche di moda. Sabato 8 agosto alle 19, la Terrazza Letteraria ospiterà Deborah Lucchetti, coordinatrice della Campagna Abiti Puliti, la sezione italiana della Clean Clothes Campaign, e presidente della cooperativa sociale Fair. Il titolo dell’incontro è La moda è potere, che riprende il recente libro firmato dalla Lucchetti e pubblicato con Altraeconomia/Le Taupe.

La moda è potere quando decide cosa desideriamo. Quando stabilisce i ritmi del consumo. Quando ci convince che un abito possa costare sempre meno e che sia normale comprarne sempre di più. Ma è potere anche quando, dietro quella stessa maglietta venduta a pochi euro, esistono persone, salari, condizioni di lavoro, risorse naturali e territori che raramente entrano nella nostra esperienza di consumatori.

La distanza tra chi indossa un vestito e chi lo ha prodotto è spesso enorme. Non soltanto geograficamente.

È una distanza che la Campagna Abiti Puliti prova da anni a ridurre, portando l’attenzione sulle persone che lavorano lungo le filiere dell’abbigliamento e sulle responsabilità delle imprese. Un lavoro che ci obbliga a cambiare prospettiva e a considerare la moda non soltanto come una questione di stile, ma come un sistema economico e sociale.

Anche la moda, del resto, ha bisogno di immaginario e di immaginazione. Oggi, più che mai occorre andare oltre l’idea che l’unico futuro possibile sia quello di produrre di più, più velocemente e a costi sempre più bassi. Di immaginare filiere più giuste, condizioni di lavoro dignitose, una relazione diversa con le risorse e con quello che scegliamo di acquistare.

Leggi anche: Le 12 aree di impatto sociale e ambientale della moda

A completare il programma ci sono il cibo dei ristoratori locali e i vini della Tenuta Lenzini. Un insieme di proposte con un denominatore comune: la voglia di stare insieme senza separare troppo nettamente la cultura dalla convivialità, il pensiero dalla musica, la riflessione dal piacere.

Per partecipare puoi prenotare il tuo posto su Eventbrite.

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