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raccolta differenziata del tessile, capi di abbigliamento da differenziare
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A Napoli la raccolta differenziata del tessile arriva nei negozi

Con il progetto pilota Raccogli-AMO il consorzio Erion Textiles avvia la raccolta differenziata del tessile e abbigliamento in 5 punti vendita di Upim, Motivi e Zara.

A Napoli è partito un progetto pilota dedicato alla raccolta differenziata del tessile nei punti vendita di alcuni dei principali marchi presenti in città. L’iniziativa si chiama Raccogli-AMO ed è promossa da Erion Textiles, il consorzio del Sistema Erion dedicato alla gestione dei rifiuti tessili.

L’obiettivo è sensibilizzare i consumatori sul corretto conferimento dei prodotti tessili a fine vita e sperimentare sul campo il futuro sistema di Responsabilità Estesa del Produttore (EPR) per il settore tessile, abbigliamento e calzature, la cui entrata a regime in Italia dovrebbe avvenire entro l’estate 2026.

Cos’è il sistema EPR per il tessile

Il regime EPR (Responsabilità Estesa del Produttore), previsto dalla normativa Ue, prevede che i produttori si assumano la responsabilità e i costi della gestione dei prodotti tessili una volta terminato il loro ciclo di vita, affidandosi a consorzi specializzati, come avviene già per altre tipologie di rifiuti.

Erion Textiles è stato tra i primi consorzi dedicati alla gestione dei rifiuti tessili e abbigliamento post-consumo. Tra i soci figurano diverse aziende e gruppi del settore, da H&M a OVS.

Leggi anche: L’Ue approva l’EPR tessile: produttori responsabili dei rifiuti

Raccolta tessile nei negozi: come funziona Raccogli-AMO

L’avvio sperimentale nasce dalla collaborazione tra Erion Textiles, ASIA Napoli – l’azienda che si occupa dei servizi ambientali della città – e la cooperativa sociale Ambiente Solidale.

Presentato durante il Green Med Expo & Symposium, il progetto sarà progressivamente esteso anche ad altre città italiane.

Per questa prima fase a Napoli sono cinque i punti vendita coinvolti e sono quelli di Upim, Zara e Motivi. Gli indirizzi dei negozi aderenti possono essere consultati nella pagina dedicata sul sito di Erion Textiles.

Cosa si può conferire

Nei contenitori identificati dalla scritta Raccogli-AMO è possibile conferire gratuitamente: abiti non più utilizzati, capi danneggiati, vestiti a fine vita, scarpe e accessori.

I materiali raccolti verranno inviati a filiere autorizzate e il loro destino dipenderà dalle condizioni dei prodotti, dalla composizione dei materiali e dalle possibilità di recupero disponibili: riuso, riciclo, recupero energetico o, quando non esistano alternative tecnicamente praticabili, smaltimento.

Infatti, non tutti i rifiuti tessili seguono lo stesso percorso: proprio per questo la corretta raccolta rappresenta uno degli aspetti principali della sperimentazione.

Perché la raccolta differenziata del tessile è importante

«Ogni anno in Europa vengono generati circa 16 kg di rifiuti tessili per abitante, ma solo una piccola parte viene raccolta correttamente e meno dell’1% torna a nuova fibra tessile. Per questo è fondamentale affidare ai Produttori la responsabilità di costruire e organizzare la futura filiera del tessile a fine vita. La sperimentazione di raccolta in alcuni dei punti vendita più conosciuti dei nostri soci va in questa direzione”, dichiara Luca Campadello, Direttore Generale di Erion Textiles.

Le criticità sulla raccolta differenziata del tessile in Italia non mancano. Secondo l’Osservatorio Ipsos Doxa realizzato per Erion Textiles, negli ultimi dodici mesi due italiani su tre (66%) si sono disfatti di vestiti e oltre la metà (57%) di scarpe.

Una quota significativa continua però a essere conferita nei canali sbagliati, riducendo le possibilità di riuso e riciclo. Le percentuali di conferimento scorretto riguardano soprattutto scarpe (25%), borse e cinture (23%), tessili per la casa (18%) e vestiti (11%).

Leggi anche: Vestiti rotti, dove buttarli? Sulla raccolta serve chiarezza

Numeri poco incoraggianti, per questo sono necessari progetti come Raccogli-AMO che punta a rendere il conferimento più semplice, portandolo direttamente nei luoghi di acquisto e raccogliendo informazioni utili per l’avvio del futuro sistema EPR nel settore tessile.

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