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Vi presento Italia, marketplace dedicato ai marchi Made in Italy sostenibili

Dalla moda agli accessori fino alla cosmesi naturale, Antonio Palladino racconta la nascita di Vi presento Italia, marketplace di brand Made in Italy sostenibili.

Dare visibilità ai piccoli brand italiani che producono nel rispetto delle persone e dell’ambiente. È questa l’idea da cui nasce Vi presento Italia, marketplace fondato nel 2020 da Antonio Palladino dopo oltre quindici anni di esperienza nel settore retail.

La piattaforma seleziona realtà artigianali e marchi emergenti che realizzano prodotti interamente Made in Italy, abbigliamento, accessori, cosmesi naturali, con filiere trasparenti e un’attenzione concreta alla sostenibilità.

Accanto all’e-commerce, Vi presento Italia organizza anche pop up store ed eventi in tutta Italia, creando occasioni di incontro diretto tra consumatori, artigiani e designer. Un modo per raccontare non solo i prodotti, ma soprattutto le persone che stanno dietro ai brand.

pop up store Vi presento Italia
I pop up store di Vi presento Italia permettono di conoscere da vicino brand e artigiani del Made in Italy sostenibile.

In questa intervista il fondatore Antonio Palladino ripercorre la nascita del progetto, racconta i criteri di selezione dei marchi e le sfide della moda sostenibile online.

Perché hai fondato Vi presento Italia?

Vengo da circa quindici anni di esperienza nel retail. Ho lavorato soprattutto nel Nord Italia, gestendo negozi nel settore fashion, sia luxury sia fast fashion. Negli anni precedenti al Covid ho iniziato a interrogarmi sulla provenienza dei prodotti che arrivavano nei negozi: chi li realizzava, dove venivano prodotti e quali materiali venivano utilizzati.

Così ho iniziato ad approfondire temi che oggi sono molto più conosciuti, ma che nel 2018 erano ancora poco discussi. Ho scoperto cosa c’è dietro ai modelli produttivi della fast fashion e ho cercato realtà che rappresentassero un’alternativa alla produzione veloce, avvicinandosi ai principi della slow fashion.

Grazie ai contatti maturati nel settore ho conosciuto piccoli brand che condividevano questa filosofia e tante realtà artigianali. Così è nato Vi presento Italia.

Come sono stati gli inizi?

All’inizio il progetto era soprattutto una pagina Instagram. I primi contenuti erano interviste ai fondatori dei brand perché il mio obiettivo non era mostrare soltanto il prodotto, ma raccontare le persone che ci sono dietro.

Successivamente ho creato la piattaforma online e riunito diversi brand. Il marketplace è stato lanciato nel 2020.

Abbiamo investito molto nella parte digitale, ma con la crescita dei grandi e-commerce e, successivamente, con la fine delle restrizioni legate al Covid, ho capito che le persone avevano voglia di tornare nei negozi, vedere e toccare i prodotti dal vivo. Grazie alla mia esperienza nel retail, ho deciso di affiancare al digitale un’attività fisica.

Da qui è nato il progetto dei temporary e pop up store in giro per l’Italia, accompagnati da eventi di divulgazione e sensibilizzazione sui temi della sostenibilità.

Sempre in occasione dei pop up?

Non solo. Partecipiamo anche a eventi esterni e svolgo incontri nelle scuole e nelle università. L’obiettivo è fare informazione e sensibilizzare le persone verso un consumo più consapevole.

Da circa tre anni portiamo i brand in diverse città italiane. Tra i prossimi appuntamenti ci sarà Milano dal 14 al 20 settembre, una città dove ormai siamo di casa.

Quali sono i criteri per entrare a far parte della piattaforma?

La selezione si basa su due pilastri fondamentali. Il primo è il Made in Italy autentico: la produzione deve essere interamente realizzata in Italia, con filiere trasparenti e tracciabili.

Il secondo è l’attenzione all’ambiente. Cerchiamo brand che utilizzano prevalentemente materiali naturali, riciclati o recuperati, compresi tessuti deadstock e materiali valorizzati attraverso processi di riciclo creativo, come l’upcycling.

Cosa si può trovare sulla piattaforma Vi presento Italia?

L’offerta comprende abbigliamento, accessori, borse, scarpe e cosmetica. Per quanto riguarda quest’ultima categoria, prestiamo particolare attenzione all’impiego di ingredienti naturali.

Perché tanta attenzione verso la sostenibilità?

Perché vogliamo proporre un’alternativa a un modello di consumo che spesso vede la moda come un prodotto usa e getta, con poca attenzione sia ai materiali sia alle persone che lavorano dietro ogni capo.

Abbiamo assistito a eventi drammatici come il crollo del Rana Plaza in Bangladesh che hanno mostrato le conseguenze e i limiti di un sistema basato sulla delocalizzazione e sulla velocità della produzione, a scapito persino della sicurezza.

Quello che facciamo è cercare di essere il più trasparenti possibile. Io ci metto la faccia e lo stesso fanno i brand che selezioniamo.

Quali sono le sfide della moda sostenibile online?

Sul digitale il principale ostacolo è la necessità di fare forti investimenti. Molti piccoli brand, soprattutto quelli nati negli ultimi anni, non hanno le risorse sufficienti per promuoversi.

Per ottenere visibilità servono investimenti importanti, tra campagne social e attività pubblicitarie necessarie per farsi conoscere.

L’e-commerce non è mai una certezza: è sempre una scommessa, non sai mai quale sarà il ritorno.

Quindi l’investimento principale è sulla promozione?

Esatto. Inoltre molti brand emergenti sono composti da una o due persone che seguono tutto il processo: sviluppo del prodotto, produzione, marketing e comunicazione.

Per questo spesso si preferisce investire nel contatto diretto con il cliente, che permette di creare una relazione più immediata.

Ed è qui che entrano in gioco i pop up store, le vendite dal vivo anche se per pochi giorni.

L’incontro diretto permette alle persone di vedere i prodotti dal vivo, provarli e valutarne la qualità.

L’online ha abituato i consumatori a meccanismi come i resi gratuiti, che però rappresentano un costo difficile da sostenere per i piccoli brand. Nei pop up, invece, il riscontro è immediato e si capisce subito se un prodotto funziona oppure no.

Le città che scegliamo registrano spesso una forte presenza di turisti stranieri, che apprezzano molto il Made in Italy di qualità. Questo conferma la validità del progetto e ci spinge a continuare a supportare questi brand.

Quali sono le difficoltà nell’organizzare un pop up store?

L’organizzazione è complessa. Bisogna individuare la location giusta, adatta alle diverse tipologie di brand presenti. Nei nostri spazi convivono abbigliamento, accessori e cosmetica: di fatto si tratta di un concept store.

Occorre poi gestire la comunicazione, la logistica, la selezione dei prodotti e il coordinamento dei marchi coinvolti. Per costruire il calendario dei pop up store servono generalmente circa cinque mesi di lavoro.

Quanto ha inciso la tua esperienza personale nella nascita di Vi presento Italia?

In modo determinante. Nel frattempo sono diventato papà di due bambine e questo ha rafforzato la mia volontà di fare qualcosa di concreto. Da una parte c’è il desiderio di contrastare i modelli della fast fashion e lo sfruttamento della manodopera, dall’altra la necessità di contribuire a ridurre l’impatto ambientale del settore.

L’obiettivo è provare a lasciare alle nuove generazioni un mondo migliore di quello che abbiamo trovato.

Quali sono gli obiettivi per il futuro?

Vorremmo espandere ulteriormente il progetto, raggiungendo nuove città con i pop up store e continuare a crescere online.

Guardiamo con interesse anche all’estero, perché potrebbe offrire opportunità importanti per i nostri brand.

Mi piacerebbe inoltre coinvolgere le istituzioni e aprire un dialogo che possa favorire la promozione di queste realtà, che rappresentano una parte significativa del tessuto produttivo italiano.
Unire le forze per promuovere il vero Made in Italy.

Antonio Palladino fondatore di Vi presento Italia
Antonio Palladino, fondatore di Vi presento Italia.

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